didattica


... cinema e tecnologie - tutt’ora la tecnologia è sempre pronta ad aiutare il cinema a risolvere e migliorare la sua capacità espressiva e la sua maggiore penetrazione nelle emozioni dello spettatore. Va detto, comunque, che il rapporto cinema-tecnologia, proprio per questa sua natura, ha inevitabilmente creato una sorta di “legame-dipendenza” che ha dato origine a un’integrazione dove a seconda del momento e delle “mode” culturali, a seconda della storia politica e degli eventi sociali, ha fatto prevalere spesso questo “peso” più tecnologico; pensiamo al cinema dei “telefoni bianchi” molto “ovattato” e per sua stessa natura ricco di “finzioni”. Ma è proprio per questa “imponenza” eccessiva di tipo tecnologica, che spesso, nella stessa evoluzione della storia del cinema si sono avuti movimenti completamente opposti all’uso stesso delle tecnologie. Se pensiamo al nostro neo-realismo cinematografico, capiamo subito che, in una situazione di assoluta precarietà come quella del dopoguerra italiano, non poteva che nascere un modo di fare cinema assolutamente di “povertà-tecnologica”: ed ecco che gli autori di cinema teorizzano un cinema il più possibile “deprivato” da effetti speciali e tecnicismi espressivi. Nasce il cinema reale che doveva raccontare la vita quotidiana semplice e senza “fronzoli” : le riprese e il sonoro sono in presa diretta, le scenografie sono quelle della realtà, le inquadrature sono essenziali e quasi “annullate” con l’invenzione del piano sequenza. Si teorizza un cinema che doveva essere vicino alle gente, un cinema alla ricerca di una maggiore “autenticità” dimenticata. Questo vale per il nostro neorealismo ma anche per tanti altri movimenti espressivi cinematografici che puntualmente, in tutta la storia del cinema, hanno di tanto in tanto, ripreso e capovolto il rapporto cinema e tecnologia, attraverso un disperato tentativo di “azzerare” qualsiasi innovazione tecnica, adducendo a questa elementi di utilizzo tecnologico un eccesso di “finzione” e dunque di “distorsione” della realtà stessa. Ecco che il rapporto tra cinema e tecnologia spesso è stato interpretato come un rapporto tra cinema e finzione, contrapposto al binomio cinema e autenticità. Nella storia del cinema ci sono, dunque, numerosi autori che hanno sempre cercato di ridurre tutte le possibilità tecniche, adducendo la loro scelta alla ricomposizione di un linguaggio, quello filmico, il più possibile vicino all’uomo stesso, alla sua autenticità interiore ed emotiva, senza filtri o inquinamenti tecnologici che in qualche maniera, producevano comunque una “distorsione” della realtà, mistificandola e rendendola quindi non-vera e non-autentica. Ecco che accanto al binomio “cinema e tecnologia”, spesso viene associato il concetto “cinema e mistificazione”, contrapposto al cinema autentico, vicino della vita vissuta, che per alcuni autori ha significato la ricerca di un linguaggio più poetico. (Pino Guario).