Un percorso sul linguaggio filmico seguendo l'evoluzione dell'uso delle tecnologie nel cinema, dai film visionari degli autori dei primi "effetti speciali" - Fritz Lang con Metropolis, Cooper e Schoedsack con King Kong - a quelli di "fantascienza" degli anni '70 - 2001 Odissea nello spazio, Starwars - fino a quelli "contemporanei" che fanno intravedere un futuro inquietante nel quale l'evoluzione tecnologica non è più limitata ai mezzi, alle "macchine", ma interviene sulla mente e sulla natura stessa dell'uomo - già in Blade Runner (1982), fino a Matrix, AI, Minority report e altri ancora.
Il percorso presenta anche una sezione dedicata ai film della "realtà", non come contrapposizione alle tecnologie ma come omaggio agli autori che mediante l'uso delle tecnologie (ricordiamo che evidentemente il cinema è frutto della ricerca tecnologica e non potrebbe esistere senza l'uso di macchine e apparecchi) hanno saputo esprimere la propria creatività, arte, pensiero concretizzandola nel linguaggio delle immagini.
Cinema e tecnologia: mistificazione e autenticità (introduzione di Pino Guario) Se si deve parlare del rapporto tra cinema e tecnologie è d’obbligo premettere che il cinema in realtà nasce soprattutto grazie ad alcune ricerche scientifiche-tecnologiche. Come è noto la prima proiezione fu effettuata dai fratelli Lumière nel 1895, ma questa prima proiezione fu possibile solo dopo un secolo di studi e di ricerche fatte da fisici, matematici, astronomi, chimici, ricercatori, grazie all’innovazione tecnologica, che per tutto il secolo diciannovesimo ha coinvolto gente di scienza dell’Europa centrale e della nascente nazione degli Stati Uniti d’America. Un rapporto dunque imprescindibile, infatti, come del resto è facile capire, un film stesso non può essere realizzato, né potrebbe esistere, senza una “macchina da presa” e una “macchina da proiezione”, le cui costruzioni sono frutto solo della tecnologia e della ricerca scientifica. Diversamente è stato per altri linguaggi espressivi come il teatro, la pittura, la danza, la musica, dove il loro rapporto con la tecnologia è ridottissimo e quasi insignificante. Per il cinema dunque è un rapporto imprescindibile e connaturato alla sua stessa origine. Ancor più, va ribadito che tutta l’evoluzione successiva che il cinema ha avuto nel XX secolo è stata, ed è fortemente condizionata dalle continue innovazioni degli strumenti tecnici da cui il cinema vive e per cui si evolve; e dunque con gli anni nasce il sonoro, nasce il sistema analogico, nasce il digitale, e nascono anche le concettualizzazioni linguistico-espressive che vivono grazie all’avanzare delle tecniche, pensiamo alle teorizzazioni sul montaggio, sull’utilizzo degli effetti speciali che comunque sono frutto di piccole e grandi invenzioni e di alcuni supporti tecnici e tecnologici. (... continua nella sezione didattica)